{"id":4654,"date":"2026-03-24T11:24:38","date_gmt":"2026-03-24T10:24:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/?p=4654"},"modified":"2026-03-24T11:28:52","modified_gmt":"2026-03-24T10:28:52","slug":"graziella-buoncompagni-una-vita-spesa-per-il-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/?p=4654","title":{"rendered":"Graziella Buoncompagni, una vita spesa per il bene"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cUna vita spesa per il bene. Un gran bel dono per ognuno di noi\u201d. Con queste parole <strong>monsignor Andrea Migliavacca<\/strong> ha raccontato Graziella Buoncompagni in occasione dell\u2019ultimo saluto nella sua parrocchia di Campoluci. Una parrocchia che a stento ha trattenuto i familiari, gli amici e i conoscenti che hanno voluto stringersi intorno a una donna straordinaria di cui il <strong>vescovo di Arezzo<\/strong>, con un\u2019omelia intensa e profonda, ha saputo restituire con autenticit\u00e0 e partecipazione il valore di una vita interamente spesa per il bene, per il lavoro e per la comunit\u00e0. Questo ricordo carico di gratitudine e di fede ha accompagnato la signora Graziella nel suo incontro con il Signore e ha lasciato a tutti noi una testimonianza preziosa da custodire e proseguire. Un sincero ringraziamento da parte della famiglia e del Graziella Holding va a tutti coloro che hanno partecipato, con la loro presenza e il loro affetto, a questo momento di saluto, testimoniando quanto sia stata amata e quanto profondo sia il segno che ha lasciato nella vita di ciascuno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Omelia di monsignor Andrea Migliavacca, sabato 21 marzo 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi portiamo l\u2019abbraccio della sua famiglia che \u00e8 stata la sua vita. L\u2019abbraccio dei figli Gianni e Maria Rosa, e con loro i nipoti e le persone che si sono legate a lei. La famiglia era il mondo e la vita di Graziella, e oggi c\u2019\u00e8 il loro abbraccio. E poi portiamo l\u2019abbraccio di tanti amici e di tante persone che da lei sono state benedette, accolte e aiutate. \u00c8 l\u2019abbraccio della comunit\u00e0 della parrocchia che lei sentiva come casa sua e a cui dedicava tante serate e tanto del suo tempo. \u00c8 l\u2019abbraccio di tutti quelli che con lei hanno lavorato in azienda, un altro grande pezzo di vita e di vitalit\u00e0 per Graziella. Ciascuno di noi che \u00e8 qui oggi ha il proprio motivo personale per dire: <strong>\u201c<em>Graziella, sono qui per abbracciarti e accompagnarti all\u2019incontro con il Signore che \u00e8 un incontro d\u2019amore<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di questo abbraccio ci parla la Parola di Dio che abbiamo ascoltato. Una Parola che, se dovessimo titolare come \u201cIl racconto di Graziella\u201d, troveremmo particolarmente attuale e vera. La prima lettura, del Libro dei Proverbi, parla della ricchezza e della bellezza della donna: qui troviamo un ritratto straordinario di Graziella e della sua vita. Credo che la Parola di Dio ne riassuma il pensiero con l\u2019affermazione: \u201c<em>Ben superiore alle perle \u00e8 il suo valore<\/em>\u201d: questa \u00e8 stata la vita di Graziella. La Parola di Dio consegna un invito che noi tutti portiamo nel cuore, perch\u00e9 dice: <strong>\u201c<em>Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani<\/em>\u201d.<\/strong> Questo testo mette in luce la donna nella sua operosit\u00e0 instancabile. Questa donna del Libro dei Proverbi \u00e8 dedita al lavoro e riconoscente per i frutti abbondanti di questo lavoro. Tutti noi abbiamo conosciuto la laboriosit\u00e0 della signora Graziella. Lei al lavoro ogni giorno, al mattino presto, prima di tutti gli altri, insieme agli altri e come gli altri. E questo anche nei mesi della malattia, fino alla fine e fino agli ultimi giorni. Era al lavoro non come colei che comanda sugli altri o che \u00e8 pi\u00f9 importante, ma era al suo posto come la donna che lavora umilmente con i suoi dipendenti per il bene di tutti: dell\u2019azienda, dei lavoratori e delle loro famiglie. Graziella era la prima a dare esempio e a condividere il lavoro. Nel segno del lavoro si coglie il suo modo di vedere e di vivere la vita, cio\u00e8 il dono prezioso ricevuto in cui cercare il massimo per contribuire al bene degli altri, della comunit\u00e0 e della citt\u00e0. L\u2019operosit\u00e0 di Graziella nel lavoro era esempio e stimolo, ma anche modo per impiegare la vita nella maniera migliore attraverso la condivisione di doti personali, speranza, energia e carisma. Era una donna con un grande carisma che non trasmetteva a parole, ma con la presenza e la dedizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro ha aiutato Graziella a superare le difficolt\u00e0 della vita. Lutti molto dolorosi quali il marito Donato o il figlio Angelo, che oggi immaginiamo alle porte del Paradiso per accoglierla e per darle il primo abbraccio. Lei ha superato difficolt\u00e0 e fatiche, fino alla difficolt\u00e0 dei mesi della malattia, come un tempo in cui non ha mai perso la forza, la determinazione, la positivit\u00e0 e la voglia di vivere, con una speranza che era lei a regalare agli altri. E per lei il lavoro non finiva certamente in azienda ma continuava in parrocchia, ad esempio al mercatino, dove voleva essere presente e coordinare con tanti volontari tutto ci\u00f2 che serviva, sempre con lo spirito di aiutare. Nel lavoro e nella laboriosit\u00e0 vediamo il senso della sua vita: una vita spesa per il bene, cercando di costruire qualcosa di bello per gli altri e per chi era legato a lei, con lo sguardo e il cuore verso la sua grande famiglia per cui \u00e8 rimasta fino alla fine un solido punto di riferimento e uno stimolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo davvero dire che Graziella ha voluto bene. Non solo ai familiari e agli amici, ma alla nostra comunit\u00e0, alla nostra citt\u00e0, al nostro territorio, a tanta gente, anche a chi non aveva incontrato. Ha voluto bene anche alla Chiesa, con tanti gesti nella parrocchia di Campoluci che tiene memoria del suo impegno. In tanti le abbiamo voluto bene e l\u2019accompagniamo con tutto il cuore perch\u00e9 in lei abbiamo trovato una persona autentica che sapeva sempre ascoltare. Il Libro dei Proverbi ne traccia il ritratto anche quando dice: \u201c<em>Forza e decoro sono il suo vestito e fiduciosa va incontro all\u2019avvenire. Apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bont\u00e0. Sorveglia l\u2019andamento della sua casa e non mangia il pane della pigrizia<\/em>\u201d. Questa era proprio lei. \u00c8 stata un gran bel dono per ognuno di noi. E continuer\u00e0 a esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la salutiamo con la speranza cristiana di chi sa che l\u2019operosit\u00e0 di Graziella \u00e8 preziosa agli occhi di Dio. Che Lui sapr\u00e0 dare compimento alla sua bellezza di vita, accogliendola nella bellezza del Suo Regno e nella vita piena per sempre. La accoglie nell\u2019abbraccio di Dio che \u00e8 un abbraccio di vita. Il Vangelo che abbiamo ascoltato racconta l\u2019incontro con il Signore come un incontro di amore con Lui, parlando di gioia e di celebrazione come a un matrimonio. L\u2019olio raccontato in questo brano \u00e8 qualcosa che deve alimentare l\u2019attesa e l\u2019olio vero che alimenta ogni attesa \u00e8 l\u2019amore. L\u2019attesa dello sposo \u00e8 un\u2019attesa d\u2019amore. La carit\u00e0 e l\u2019amore vissuto sono questo olio. L\u2019amore che diventa attenzione, operosit\u00e0, concretezza \u00e8 l\u2019olio riportato nel Vangelo, e Graziella \u00e8 certamente tra le donne sagge che nell\u2019attesa hanno olio non solo sufficiente ma sovrabbondante per entrare alla festa di nozze e alla vita per sempre. L\u2019olio \u00e8 la tanta carit\u00e0 che ha fatto e che ha vissuto nella sua vita. Graziella sapeva prendere l\u2019iniziativa prima che le venisse chiesto, sapeva aiutare, sapeva vedere i bisogni e andarvi incontro, fare il primo passo. Cercava di dare con generosit\u00e0 e il donare era la gioia maggiore. Per questo si impegnava in parrocchia da cui ricavava tanto e a cui ha voluto bene: era la sua casa e l\u2019ha aiutata a migliorare la chiesa, l\u2019oratorio, i luoghi di incontro. Ma penso anche ai portoni della cattedrale di Arezzo e del vescovado che hanno rinnovato una piazza intera grazie alla carit\u00e0 e all\u2019attenzione di Graziella. Penso agli aiuti che ha dato al nostro ospedale per migliorare la strumentazione e gli spazi per portare sollievo a chi \u00e8 malato. E questo \u00e8 solo una piccola parte di quello che ha dato nel farsi vicina a tante persone e situazioni. Questo \u00e8 l\u2019olio che ha offerto in tutta la sua vita: l\u2019olio della carit\u00e0 e dell\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni chi \u00e8 venuto a dire una preghiera e a dare un saluto ha notato l\u2019eleganza di Graziella. L\u2019eleganza del suo volto, della sua persona. Questa \u00e8 l\u2019eleganza di chi deve entrare alla festa di nozze. Questo \u00e8 l\u2019incontro col Signore a cui si arriva con la bellezza della propria vita. Arezzo, la nostra Diocesi, la sua azienda, gli amici e i familiari perdono una persona straordinaria che ha lasciato un segno indelebile nella citt\u00e0, nel lavoro e nella vita di ognuno di noi. Ma questo segno non \u00e8 solo un bel ricordo che rimarr\u00e0 nel cuore, ma significa essere consapevoli che in altro modo Graziella continuer\u00e0 a fare del bene, a starci vicino. E ci\u00f2 incoraggia ognuno di noi a proseguire la sua opera e la sua bella testimonianza di vita. \u00c8 cos\u00ec che siamo invitati a pensare a lei: col sorriso sul volto, con il tratto gentile di chi accoglie e con il continuare a immaginare quel confortante messaggio del <strong>\u201cci pensa Graziella\u201d<\/strong>. Allora con tanta gratitudine la salutiamo, custodendo nel cuore non solo il ricordo ma anche il bene che ha fatto e la fortezza di vita che ha testimoniato. Il Signore la ricompenser\u00e0 del tanto bene che ha vissuto. Quella ricompensa che \u00e8 l\u2019amore che porta la vita, l\u2019amore che abbraccia ed \u00e8 vita per sempre, anche e soprattutto per Graziella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUna vita spesa per il bene. Un gran bel dono per ognuno di noi\u201d. Con queste parole monsignor Andrea Migliavacca ha raccontato Graziella Buoncompagni in occasione dell\u2019ultimo saluto nella sua parrocchia di Campoluci. 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