{"id":4261,"date":"2006-01-01T02:15:07","date_gmt":"2006-01-01T01:15:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/new\/?p=4261"},"modified":"2020-04-18T02:19:59","modified_gmt":"2020-04-18T00:19:59","slug":"il-niger-uno-dei-paesi-piu-poveri-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/?p=4261","title":{"rendered":"Il Niger, uno dei paesi pi\u00f9 poveri al mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 uno dei paesi pi\u00f9 poveri al mondo, al secondo posto nella graduatoria mondiale della mortalit\u00e0 infantile (un bambino su quattro muore entro il quinto anno d&#8217;et\u00e0) e al penultimo in quella dello sviluppo umano. \u00c8 un paese prevalentemente desertico in cui la terra coltivabile \u00e8 costituita appena dal 3.5% dell&#8217;intero territorio. Esposto a continue e persistenti siccit\u00e0. Le carestie costringono pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione al di sotto della soglia di estrema povert\u00e0. Si muore per malattie dovute al consumo di acqua infetta quali il tifo, la dissenteria, l&#8217;epatite A e ancora per malattie prevenibili con le vaccinazioni quali il morbillo, il tetano, la poliomielite e la malaria. Inoltre il tasso di alfabetizzazione \u00e8, negli adulti, molto basso e meno di un bambino su quattro completa gli studi primari. Molto spesso i bambini sono costretti a lasciare la scuola per aiutare le famiglie.<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Usanze e costumi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Le differenti etnie del Niger sono: gli Hausa, agricoltori stanziati presenti al centro e a est del paese; i Djerma-Songhai, anche loro agricoltori stanziati, insediati per\u00f2 ad ovest; i Tuareg, i Tabu e gli Arabi, allevatori nomadi, presenti a nord e nord-est; i Kanuri e Buduma, allevatori semi-nomadi, insediati all&#8217;estremit\u00e0 orientale; ed infine i Peul, sempre allevatori semi-nomadi, presenti in tutto lo stato.<br><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/progetto.php#nogo\">Gli Hausa&nbsp;<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Gli Hausa hanno una cultura fortemente influenzata dalla religione islamica, infatti sono organizzati in una struttura piramidale molto rigida e incentrata su regole religiose, al cui vertice \u00e8 posto il Sultano. Essendo principalmente agricoltori, sono impegnati nella coltivazione del cotone e degli arachidi. Proprio per il lavoro che praticano, il loro abbigliamento \u00e8 molto semplice e lineare: vesti bianche e lunghe decorate con filo color kaki, ampi cappelli di paglia per ripararsi dal sole e dalle piogge. Rispetto alle popolazioni del sud della Nigeria non amano indossare colori vivaci o sgargianti.<br><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/progetto.php#nogo\">Djerma- Songhai&nbsp;<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Djerma- Songhai sono molto legati all&#8217;etnia Tuareg con cui convivono nelle zone desertiche. Pur essendo molto legati alle pratiche islamiche, non hanno escluso le tradizioni antiche e sono rimasti molto legati alla stregoneria ancestrale. Infatti la tradizionale vita songhai \u00e8 vista come un passaggio attraverso pericoli e insidie. Per questo motivo continuano a consultare indovini, stregoni e sacerdoti per le possessioni spiritiche.<br><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/progetto.php#nogo\">I Tuareg&nbsp;<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>I Taureg sono principalmente un popolo nomade le cui attivit\u00e0 economiche sono legate alla pastorizia e all&#8217;utilizzo dei dromedari, riflettendo la stratificazione sociale, gerarchica e strutturata in tre caste: nobili, uomini liberi e schiavi (nonostante la schiavit\u00f9 sia stata abolita, privatamente \u00e8 ancora praticata). Hanno mantenuto fino ad oggi la scrittura tradizionale del Nordafrica, detta &#8220;tifinagh&#8221;, e parlano la lingua madre dei Berberi, il &#8220;tamacheq&#8221;, da cui discendono. I Tuareg sono soprannominati &#8220;Uomini blu&#8221;, per via del turbante color indaco (taguelsmut) indossato dagli uomini che copre il capo e il viso, lasciando scoperti solamente gli occhi. A causa della presenza costante di questo velo, la pelle, con l&#8217;andare del tempo, viene tinta dello stesso colore del velo. I diversi colori dei veli indicano una diversa appartenenza sociale: indaco per i nobili e ricchi; nero per la gente comune; bianco per i servi e per gli schiavi. Per quanto riguarda le donne invece, \u00e8 necessario solamente un velo che copra la testa, lasciando per tanto il viso scoperto. A differenza della maggioranza dei gruppi islamici, la donna Tuareg gode di una certa libert\u00e0 e importanza nella comunit\u00e0, in quanto le viene affidato il compito di custodire e tramandare le tradizioni orali. Inoltre, le donne possono divorziare dal marito e hanno il diritto di tenersi la tenda ed il suo arredamento, forniti appunto alla coppia dalla famiglia della sposa durante il matrimonio. Gli uomini sono soliti farsi crescere la barba, ma sono privi di baffi.I giovani, abitualmente si rasano la testa, mentre gli adulti, maschi e femmine, portano i capelli lunghi e intrecciati. Ambe due i sessi per\u00f2, usano in abbondanza cosmetici a scopo terapeutico e ocra rossa a scopo protettivo. Infine, non dimentichiamoci la loro raffinata arte orafa, sia per quanto riguarda i monili in argento, sia le impugnature delle spade.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/progetto.php#nogo\">I Kanuri&nbsp;<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>I Kanuri sono prettamente agricoltori e allevatori. Coltivano miglio, sorgo, mais e arachidi; allevano ovini, caprini e cavalli, ritenuti quest&#8217;ultimo simbolo di prestigio. I Kanuri che vivono in citt\u00e0 invece svolgono lavori di governo, servizio pubblico, costruzione, trasporto e commercio.Le abitazioni sono di dimensioni variabili, composte da fango e paglia. Le citt\u00e0 hanno la funzione di mercati locali e centri amministrativi, in cui sono presenti una scuola locale e la moschea. La pi\u00f9 importante unit\u00e0 economica \u00e8 la famiglia, ma non in senso letterale, in quanto, siccome maggiore \u00e8 il numero dei membri in una famiglia, maggiore \u00e8 il prestigio che acquista il capofamiglia, i giovani sono spesso prestati ad altre famiglie per contribuire al lavoro nei campi. In cambio il giovane riceve dal padrone di casa vestiti, cibo e soldi per prendere in moglie una fanciulla, in modo tale che un giorno potr\u00e0 crearsi il suo nucleo familiare. La poligamia \u00e8 molto diffusa e l&#8217;uomo, che si sposa a vent&#8217;anni, \u00e8 solito avere come prima moglie una giovane vergine. Poich\u00e9 il costo di quest&#8217;ultima \u00e8 molto elevato, l&#8217;uomo pu\u00f2 decidere di prendere in moglie donne gi\u00e0 divorziate.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 uno dei paesi pi\u00f9 poveri al mondo, al secondo posto nella graduatoria mondiale della mortalit\u00e0 infantile (un bambino su quattro muore entro il quinto anno d&#8217;et\u00e0) e al penultimo in quella dello sviluppo umano. \u00c8 un paese prevalentemente desertico in cui la terra coltivabile \u00e8 costituita appena dal 3.5% dell&#8217;intero territorio. 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