{"id":4135,"date":"2012-05-20T00:44:38","date_gmt":"2012-05-19T22:44:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/new\/?p=4135"},"modified":"2020-04-17T00:51:12","modified_gmt":"2020-04-16T22:51:12","slug":"maigari-e-abdul-nascere-a-dosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionegraziella.it\/?p=4135","title":{"rendered":"Maigari e Abdul, nascere a Dosso"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Don Davide Scalmanini racconta le emozioni<br>e le curiosit\u00e0 di una nuova nascita in Niger<br>i primi di Marzo<\/h4>\n\n\n\n<p>Tante emozioni e tante belle storie da raccontare. Giorno dopo giorno, l&#8217;impegno in Niger della Fondazione Graziella Angelo Gori Onlus si arricchisce con le testimonianze e i racconti di don Domenico Arioli e don Davide Scalmanini, missionari attivi nel Paese africano per promuovere lo sviluppo e la crescita della popolazione locale. Nelle ultime settimane i due parroci sono stati protagonisti di un doppio miracolo avvenuto nel giro di poche ore: il miracolo della pioggia che ha messo fine alla siccit\u00e0 e il miracolo dello sbocciare di una nuova vita nel comune rurale di Dosso. Di seguito riportiamo l&#8217;incredibile racconto di Don Davide.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mary, la nostra assistente sociale, aveva dei problemi alla casa e mi chiese se lei e i suoi quattro figli potevano passare la notte nella nostra missione. Avrebbero dormito nel cortile: in Niger il periodo delle piogge tardava ad arrivare e c&#8217;era ancora un caldo torrido, con le temperature che la notte superavano i 40\u00b0, cos\u00ec ancora dormivamo tutti all&#8217;aperto. I bambini di Mary giocano a lungo nel cortile fino a che, alle 23.00, tutti dormono e nella missione cala un dolce silenzio. Solo in quel momento trovo il tempo di sedermi e di darmi alla lettura, rinfrescato da un piacevole vento che aveva iniziato a soffiare e che rinfrescava la notte. Poco dopo mezzanotte il vento si alza e nell&#8217;aria percepisco un certo profumo di sabbia. Dentro di me scatta immediato un allarme: si sta avvicinando una tempesta di sabbia. Immediatamente corro a svegliare Mary e i suoi bambini per farli entrare nel salone della missione portando con s\u00e9 materassi, stuoie e lenzuoli.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo di chiudere le finestre e le porte, e in pochi minuti siamo immersi in una nebbia di sabbia.<br>Grazie a Dio, il forte vento \u00e8 accompagnato anche da nuvole di pioggia, cos\u00ec dopo una ventina di minuti la tempesta di sabbia \u00e8 seguita da una forte tempesta d&#8217;acqua. L&#8217;acqua rinfresca il Niger e lo tinge di verde, ma era ormai da nove mesi che mancava una pioggia: un&#8217;attesa lunga quanto quella di un bambino che deve nascere. Una pioggia che ha portato gioia quanto la nascita di un bambino.<br>Stanco ma contento, alle 3.30 decido che anche per me \u00e8 giunto il momento di dormire. Nel pieno sonno mi sento chiamare: \u00abP\u00e8re Davide, p\u00e8re Davide. S&#8217;il vous plait\u00bb, cio\u00e8 \u00abPadre Davide, padre Davide. Per favore\u00bb. Non apro gli occhi perch\u00e9 credo sia un sogno, ma la voce continua con insistenza cos\u00ec mi alzo e accanto a me trovo Maigari, il factotum della missione. Mi urla che sua moglie Mamata sta partorendo e che ha bisogno di esser portata con urgenza all&#8217;ospedale. Lui deve stare a casa con gli altri bimbi piccoli dunque io, sotto un&#8217;acqua torrenziale, vado a prendere la donna con la macchina: arriviamo in ospedale, la porto in reparto, la sorreggo in piedi ma non trovo nessuno. Mi agito e grido fino a che non arriva un&#8217;infermiera che era chiusa in uno stanzino a dormire. Quando ricoverano Mamata sono le 4.30, l&#8217;ora in cui posso tornare a casa e addormentarmi in cortile su una sdraio di legno. Dopo qualche settimana la missione deve rinnovare a Maigari il contratto di lavoro. Tra le date di nascita dei suoi figli, mi manca quella dell&#8217;ultima nata cos\u00ec la chiedo a Maigari che mi guarda pensieroso e indeciso. Io, ridendo, gli dico: \u00abMa come puoi dimenticare la data di tua figlia?\u00bb. Lui mi guarda e mi risponde: \u00abP\u00e8re Davide, come posso saperla? Mia moglie in ospedale non l&#8217;ho portata io: dovresti essere tu a ricordarti la data\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p><br>La storia di Maigari mi ha fatto tornare alla mente quella di Abdul, un giovane che tutte le mattine viene a trovarci alla missione. Una mattina incuriosito gli chiedo: \u00abAbdul, quanti anni hai?\u00bb. Lui mi risponde che non lo sa: sua mamma si ricorda solo che era la stagione calda e che suo nonno era ancora vivo. Dopo qualche settimana torna da me e, tutto contento, mi dice che in giornata avrebbe saputo quando era nato. Io incuriosito gli ho chiesto: \u00abCome farai a saperlo?\u00bb. La sua risposta \u00e8 tanto semplice quanto spiazzante: \u00abQuesta mattina vado in Comune con due miei amici e decido il giorno in cui sono nato\u00bb. Anche questo \u00e8 il Niger: un Paese in cui \u00e8 sufficiente andare in Comune con due testimoni per stabilire all&#8217;anagrafe la tua data di nascita&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Davide Scalmanini racconta le emozionie le curiosit\u00e0 di una nuova nascita in Nigeri primi di Marzo Tante emozioni e tante belle storie da raccontare. 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